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21 febbraio 2011

Io AMO il nido

(e odio il tecnico del frigo)

Sì, sì. Ora datemi della madre egoista o insensibile o chissà cos'altro.

Il primo giorno è una tragedia, per te e per lui. Ti senti sballottata, come se ti avessero rapito la tua creatura, strappata dalle braccia, anzi proprio come se il braccio l'avessero strappato a te, hai tutti i sensi di colpa del mondo etc.

La prima settimana tutta è dura. Oltretutto il pupo reagisce al distacco cominciando a voler passare ogni istante attaccato alle tue gambe (non in senso figurato, davvero) e facendo nuovi terribili capricci. Tu provi sempre qualche senso di colpa, ti chiedi se è la scelta giusta, se potresti martirizzarti ancora qualche mese senza l'aiuto di chicchessia per spupazzarti il nano in solitaria. E il momento del distacco è sempre difficile visto che lui ti si attacca al collo, ma sei così stanca per l'ennesima notte insonne che un paio d'ore per te (e per render la casa umana a dir il vero) son una manna dal cielo.

Poi lo vai a prendere, arrivi e lo vedi giocare cinguettando con un altro bimbo. Appena ti vede gli si illumina il viso in un sorriso bellissimo e allunga le braccia verso di te. Lo porti a casa e lui non smette più di parlottare. È sereno, ha tutta l'aria di divertirsi. E allora sei serena anche tu.

La settimana dopo un bel po' di ansie son passate. Quelle ore da sola ti sembran il paradiso in terra. So che forse non dovrei dirlo, ma provate voi a non aver nemmeno 5 minuti di tempo per voi, a non aver parenti , amici, vicini disponibili o baby sitter a portata di mano in caso di necessità. Esser in un posto dove mediamente nessuno ti rivolge la parola e quindi le tue uniche conversazioni da più di un anno a questa parte son con tuo figlio, che ovviamente non parla. E so che me lo ricorderete alla prima malattia che Leopard si beccherà al nido, e poi alla seconda e alla terza. Per ora fatemi godere quest'ultima oretta da sola.

E se vi chiedete che faccio qui al computer al posto di "spassarmela" in giro la risposta è: e te pareva che il cavolo di tecnico del frigo doveva venir proprio oggi pomeriggio e quindi io devo rimaner qui in casa a aspettarlo?? Sarà il karma da mamma degenere che mi si rivolta contro???

14 febbraio 2011

E l'inserimento continua..

Eccomi. Mancavo da un po'. Ho avuto un fine settimana un po' pieno.
Venerdì abbiam fatto il secondo giorno di inserimento. La prima ora è andata benissimo: Leopard ha giocato, ha inseguito gli altri bimbi (che sempre lo sdegnano abbastanza devo dire, ma come si permettono eccheccavolo!!!) e per un'ora nemmeno mi ha cercata.

(Piccola parentesi: molti dicon che i bimbi fino a circa tre anni son poco socievoli. Leopard no: cerca costantemente gli altri bambini. E ne ho avuto la riprova quando venerdì pomeriggio mi son trovata con un'amica conosciuta al corso preparto e Samuel, un pupo simpaticissimo, di una sola settimana più giovane di Leo: loro GIOCANO insieme, INTERAGISCONO, a loro modo COMUNICANO! Questo per ribadire che i bambini non son tutti uguali).



Tornando al nido, dopo la prima ora, un po' la stanchezza, un po' la confusione creata da un bimbo più grande che era lì coi piccoli, ma non sapeva rapportarcisi in modo equilibrato (e ci credo, il perché ogni tanto li mischino non lo so onestamente...), ha cominciato ad agitarsi un po' e voler star con me. Ma nel complesso direi che tiene botta, il pupo!

Oggi un ulteriore passo. In effetti mentre scrivo Leopard è al nido: un'ora e mezza senza di me. Lui era così preso che non si è nemmeno accorto quando son andata via, quindi lì niente pianti. Io invece son un po' in subbuglio: ho questa retta per me e non so bene che farmene, e non perché non abbia nulla da fare, intendiamoci, ma perché è una sensazione davvero strana. Non è facile. Non è facile per niente il distacco, e complice la stanchezza di una notte semininsonne ho il magone... Mamma con le palle, eh??!!

Ok, un respirone, e vi aggiornerò...

7 febbraio 2011

Primo giorno di inserimento al nido

Ovvero: Leopard1 - mamma 0

Il primo giorno di inserimento è andato. In realtà si è trattato di un colloquio conoscitivo delle abitudini del bambino, orari ecc. Poi Leopard è stato ancora un po`a giocar con gli altri pupi, ma c'eran solo i grandi quindi in pratica lui li inseguiva (sempre strisciando) e loro scappavano. Finchè non ha cominciato a mandar baci a destra e a manca e l'ora si è risolta con 5 marmocchi e una maestra che scoccavan baci qui e là al vento. Insomma lui si è dimostrato come sempre curioso, di buon umore e socievole. In un'ora mi ha cercato 3 volte più un'altra in cui ha dato una facciata per terra. Tutto bene, insomma. Certo forse sarà un po' diverso quando io non sarò lì presente. Oltretutto è vero che i piccolini son delle spugne, però lui ancora non è abituato al tedesco, e..non lo so, mi sa che cominceremo a parlarlo un po' anche a casa, perchè l'idea che di botto gli parlino solo in un'altra lingua mi rende la cosa ancor più difficile, anche se so che così piccoli imparano in un secondo (del resto non è che l'italiano lo capisca alla perfezione a 12 mesi eh??).
A esser proprio sincera alla sola idea di lasciarlo tutto un giorno lì il cuore mi si stringe, lo stomaco mi si chiude, e io faccio fatica a respirare.
Sembra che il distacco sia più difficile per me che per lui al momento, ma staremo a vedere.
Intanto il primo giorno è andato. Lui si è scatenato, era visibilmente stanco visto che siam andati lì dopo pranzo e non aveva fatto il sonnellino. Ha resistito al sonno e alla stanchezza come al solito, ma quando siam usciti è praticamente svenuto nel passeggino e ancora dorme.

21 gennaio 2011

La disperata ricerca del nido sfizzero (part two)


OVVERO: desolazione!!!


Ci siam andati. Ricordate no? Il secondo nido, la seconda chance. Un po' titubanti, è vero, ma ci dicevamo: DEV'essere meglio! Oltretutto alla richiesta di informazioni questi ci hanno mandato milemilla documenti su principi pedagoci etc. Saranno preparati, fin troppo seri, forse. E poi parlan di cucina bio preparata sul posto, solo frutta e verdura fresca di stagione, giardino, metodo Waldorf (ovvero steineriano). Sì, va bene, è un po' lontano, ma se ne vale la pena...

Ecco, a parte la solita educatrice che ci parla solo in dialetto anche se noi le rispondiam, senza perder la calma e il sorriso, in hochdeutsch e le diciam che siam stranieri. Lei: non c'è problema, qui ci son due bambini che vengon da famiglie che parlan solo tailandese! Evvivaaaa!!! E tu, coi genitori dico, ti ostini a parlar svizzero??? Vabbè, no comment! La prossima volta che becco uno Svizzero in Italia però giuro che gli parlo in milanese! Ah, no, è vero, non so neppure il mio di dialetto...

E il decantato giardino? Lei indica un'aiuola di meno di una decina di metri quadri (quanti saranno: 5, 7 al massimo!!) che si affaccia direttamente sulla strada, senza barriere, senza nulla. Ma qui ci stanno solo un'oretta... Di primo acchito penso di non aver capito bene, sapete com'è: in Svizzero qualche particolare me lo perdo! E invece Mr Coppola appena usciamo mi dice: ma l'hai visto il "giardino"???!!! Noooooo, è quello davvero???? Speravo di non aver capito bene io!!! Immaginateveli: dieci bambini, lì, praticamente immobili per un'ora. E quello che si muove va sotto a una macchina, almeno c'è più posto per gli altri!!

Lo spazio per cambiarli..no comment! I pannolini, al solito, te li porti da casa, tanto per 110 franchi al giorno mica vorrai che ci sian compresi due o tre pannolini, mica vorrai mandarli in rovina 'sti poveretti???
E i metodi pedagogici volevo chieder io? Ma poi le guarda Leopard e gli dice, e tu con cosa giochi,  con le macchinine? Macchinine? Ma a 11 mesi non so i vostri figli, ma il mio gioca con cubi in legno, giochi a incastro, scatole di ogni forma e tipo, quella specie di pallottoliere, soprattutto si diverte a scoprir il mondo, insomma giochi di movimento, coordinazione e concentrazione; le macchinine se le fila ancora poco, e mi sembra normale vista l'età, però mi sembra strano che l'educatrice e responsabile del nido altisonantemente definito steineriano pensi che giochi con 'ste benedette macchinine! Ma fosse solo questo, sarebbe davvero il meno...

Cosa dicevo? Ah, sì: desolazione. Per non dir peggio, ovviamente.

19 gennaio 2011

La fantastica avventura della ricerca del nido svizzero

Iniziam il giro dei nidi. Oddio, definirlo giro è un po' pretenzioso a esser onesti: quelli che al momento offron un minimo di disponibilità (una cosa tipo un giorno e mezzo a settimana, non vorremo mica rilassarci troppo??) su tutto il territorio di Basel Stadt sono ben..tattaratà (rullo di tamburi e quant'altro): due.

Oggi siam andati a veder il primo, questo nido (che poi è anche asilo, che qui è tutto insieme dai 3 mesi i 7 anni...e ti credo che poi gli svizzeri mi crescon poco flessibili: li lascian nella stessa stanza per ben 7 anni, poi quando la cambiano impazziscono!!) italo - svizzero.

Dunque, di italo ha ben poco, se non che è inserito nella struttura (un fantastico prefabbricato risalente a non so quali anni) della scuola italo-svizzera, infatti quando ho chiesto (ingenua, io!) che lingue parlavan ai bambini, mi è stato prontamente risposto: Schwizerdutsch

E poi, con aria mesta: però c'è un'educatrice tedesca che lo svizzero non lo sa, poverina - poverina, l'ha detto lei, io direi: per fortuna! - . E con aria ancor più mesta: e poi gli leggiamo in Hochdeutsch (leggi: quello che al mondo è considerato, semplicemente, tedesco), perché, sapete, il Kanton Basel vuole introdurre il tedesco perché altrimenti i bambini arrivan a sette anni (cioè all'ingresso nelle scuole elementari, che qui è un anno dopo che nel resto d'Europa, va a sapere con che ratio ?!?) che non sanno una parola di tedesco. E c'ha pure ragione 'sto Canton Basilea, volevo dirle io, ma mi son trattenuta! E l'Italiano? Ho domandato io (ingenua, si chiama asilo italo-svizzero, così, per vezzo, vorrai mica che gli parlino italiano, no??? Non che  ci tenga, sia chiaro, tanto glielo posso insegnare io l'Italiano, ma se non deve imparar neppur il tedesco, bè quantomeno che parli italiano, o l'inglese, o anche il francese o lo spagnolo, non m'importa, ma solo dialetto lo devo dire: mi fa venir l'orticaria! Per carità lo so che se sto in un Paese devo adeguarmi alle loro usanze, ma potendo scegliere...). Niente italiano, risponde prontamente l'educatrice, solo io lo parlo, e nemmeno benissimo (a onor del vero, neppure malissimo, insomma, per aver la cittadinanza italiana è una chiavica, ma se la considerassi straniera avrebbe davvero un ottimo livello linguistico!).

Educatrici? Due per tutti, una formata (ausgebildet, insomma non laureata, ma con la formazione richiesta qui) e una no. Ma perchè una no? Con tutto quello che costa non potrebbero pagarne due formate ecchecavolo??

Vabbè, a onor del vero devo dire che la direttrice di tutta la scuola italo-svizzera è una signora molto gentile, una che mi piacerebbe aver come vicina di casa, per dire. E la vera cosa positiva del posto è che è a cinque minuti da casa (visto che brava a scovar i lati positivi? Che non mi si dica che son negativa!).

 Posso dire che son un po' demoralizzata? Vediam che succede domani con la seconda chance!



13 gennaio 2011

Chiedo asilo!

Ovvero: la spinosa questione del nido.
o anche: ma come biiiiiip son considerate le donne da queste parti?


A questo post tengo particolarmente, perché anche se cerco di prenderla con la consueta ironia, è un problema serio, sul piano pratico e su quello sociale, che mi fa andar non poco giù di testa.

No, dico io: voi provate  a cercar un nido (Krippe, Kita, Tagesheim che dir si voglia, la situazione non cambiada queste parti (escludendo chi ha l'enorme fortuna di averne uno convenzionato con la ditta sua o del marito/compagno).

Lo so, lo so. Già so che mi direte tutti: ma anche in Italia è così, impossibile trovar posto al nido e blablabla. Sì, ma voi parlate di nidi pubblici (a parte che bisognerebbe sempre guardar alle eccellenze  e prenderne esempio, non ai casi disperati per dire ciapa sù e porta a ca'!!), nevvero? Perché su quelli convenzionati ho messo già una pietra sopra, ma non mi aspettavo di più. Ma quelli privati, che per la cronaca qui costan sui 2200 Franchi al mese  (quasi 1800 euri)? Bè, impossibile. La verità è che ce ne sono spaventosamente pochi evidentemente. Non so, ma a Milano (dove comunque il comune dovrebbe impegnarsi moooolto di più, chè il pubblico per me dovrebbe esser garantito sempre e comunque), di nidi privati ce n'è una marea. Qui una moria. E faccio notare che non siam in un paesello di montagna tra mucche e pecorelle, ma Basel se non sbaglio è la terza città della Svizzera per numero di abitanti (immaginatevi le altre!).

Che faccio dunque? Prendo una corda e me la metto al collo, dopo aver ripassato quei nodi che avevo imparato non senza difficoltà agli scout? Mi svizzerizzo e mi rassegno al disperatehousewifismo fino ai 12 anni del pupo?? (per la cronaca: NOOOOOOOOO!!!)

 Sì, perché pare che con l'asilo (kindergarten) e la scuola la situazione peggiori. Ma come peggiori, direte voi? Già, come dire: non c'è mai limite al peggio, evidentemente.

Il punto è, oltre alla difficoltà pratica della sottoscritta (che non è da sottovalutare, perché ognuna reagisce come reagisce, ma io a certe situazioni reagisco male): ma nel 2010, anzi 2011, che considerazione c'è della donna se viene dato praticamente per scontato che debba rinunciare al lavoro (e non che possa scegliere di farlo, attenzione, che c'è una gran bella differenza) per accudire ai pargoli, con un possibile reinserimento al momento che i suddetti son abili e arruolati per farsi da mangiar da soli e compagnia bella, vale a dire con un lavoro assolutamente senza grandi qualifiche né responsabilità. Va bene che in alcuni cantoni svizzeri le donne hanno diritto di voto da 30 anni (non è una battuta), ma come si fa a accettarlo senza dire e fare nulla? E soprattutto che Stato è uno Stato che si disinteressa a tal punto delle famiglie, delle donne, dei bambini?