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21 gennaio 2011

La disperata ricerca del nido sfizzero (part two)


OVVERO: desolazione!!!


Ci siam andati. Ricordate no? Il secondo nido, la seconda chance. Un po' titubanti, è vero, ma ci dicevamo: DEV'essere meglio! Oltretutto alla richiesta di informazioni questi ci hanno mandato milemilla documenti su principi pedagoci etc. Saranno preparati, fin troppo seri, forse. E poi parlan di cucina bio preparata sul posto, solo frutta e verdura fresca di stagione, giardino, metodo Waldorf (ovvero steineriano). Sì, va bene, è un po' lontano, ma se ne vale la pena...

Ecco, a parte la solita educatrice che ci parla solo in dialetto anche se noi le rispondiam, senza perder la calma e il sorriso, in hochdeutsch e le diciam che siam stranieri. Lei: non c'è problema, qui ci son due bambini che vengon da famiglie che parlan solo tailandese! Evvivaaaa!!! E tu, coi genitori dico, ti ostini a parlar svizzero??? Vabbè, no comment! La prossima volta che becco uno Svizzero in Italia però giuro che gli parlo in milanese! Ah, no, è vero, non so neppure il mio di dialetto...

E il decantato giardino? Lei indica un'aiuola di meno di una decina di metri quadri (quanti saranno: 5, 7 al massimo!!) che si affaccia direttamente sulla strada, senza barriere, senza nulla. Ma qui ci stanno solo un'oretta... Di primo acchito penso di non aver capito bene, sapete com'è: in Svizzero qualche particolare me lo perdo! E invece Mr Coppola appena usciamo mi dice: ma l'hai visto il "giardino"???!!! Noooooo, è quello davvero???? Speravo di non aver capito bene io!!! Immaginateveli: dieci bambini, lì, praticamente immobili per un'ora. E quello che si muove va sotto a una macchina, almeno c'è più posto per gli altri!!

Lo spazio per cambiarli..no comment! I pannolini, al solito, te li porti da casa, tanto per 110 franchi al giorno mica vorrai che ci sian compresi due o tre pannolini, mica vorrai mandarli in rovina 'sti poveretti???
E i metodi pedagogici volevo chieder io? Ma poi le guarda Leopard e gli dice, e tu con cosa giochi,  con le macchinine? Macchinine? Ma a 11 mesi non so i vostri figli, ma il mio gioca con cubi in legno, giochi a incastro, scatole di ogni forma e tipo, quella specie di pallottoliere, soprattutto si diverte a scoprir il mondo, insomma giochi di movimento, coordinazione e concentrazione; le macchinine se le fila ancora poco, e mi sembra normale vista l'età, però mi sembra strano che l'educatrice e responsabile del nido altisonantemente definito steineriano pensi che giochi con 'ste benedette macchinine! Ma fosse solo questo, sarebbe davvero il meno...

Cosa dicevo? Ah, sì: desolazione. Per non dir peggio, ovviamente.

13 gennaio 2011

Chiedo asilo!

Ovvero: la spinosa questione del nido.
o anche: ma come biiiiiip son considerate le donne da queste parti?


A questo post tengo particolarmente, perché anche se cerco di prenderla con la consueta ironia, è un problema serio, sul piano pratico e su quello sociale, che mi fa andar non poco giù di testa.

No, dico io: voi provate  a cercar un nido (Krippe, Kita, Tagesheim che dir si voglia, la situazione non cambiada queste parti (escludendo chi ha l'enorme fortuna di averne uno convenzionato con la ditta sua o del marito/compagno).

Lo so, lo so. Già so che mi direte tutti: ma anche in Italia è così, impossibile trovar posto al nido e blablabla. Sì, ma voi parlate di nidi pubblici (a parte che bisognerebbe sempre guardar alle eccellenze  e prenderne esempio, non ai casi disperati per dire ciapa sù e porta a ca'!!), nevvero? Perché su quelli convenzionati ho messo già una pietra sopra, ma non mi aspettavo di più. Ma quelli privati, che per la cronaca qui costan sui 2200 Franchi al mese  (quasi 1800 euri)? Bè, impossibile. La verità è che ce ne sono spaventosamente pochi evidentemente. Non so, ma a Milano (dove comunque il comune dovrebbe impegnarsi moooolto di più, chè il pubblico per me dovrebbe esser garantito sempre e comunque), di nidi privati ce n'è una marea. Qui una moria. E faccio notare che non siam in un paesello di montagna tra mucche e pecorelle, ma Basel se non sbaglio è la terza città della Svizzera per numero di abitanti (immaginatevi le altre!).

Che faccio dunque? Prendo una corda e me la metto al collo, dopo aver ripassato quei nodi che avevo imparato non senza difficoltà agli scout? Mi svizzerizzo e mi rassegno al disperatehousewifismo fino ai 12 anni del pupo?? (per la cronaca: NOOOOOOOOO!!!)

 Sì, perché pare che con l'asilo (kindergarten) e la scuola la situazione peggiori. Ma come peggiori, direte voi? Già, come dire: non c'è mai limite al peggio, evidentemente.

Il punto è, oltre alla difficoltà pratica della sottoscritta (che non è da sottovalutare, perché ognuna reagisce come reagisce, ma io a certe situazioni reagisco male): ma nel 2010, anzi 2011, che considerazione c'è della donna se viene dato praticamente per scontato che debba rinunciare al lavoro (e non che possa scegliere di farlo, attenzione, che c'è una gran bella differenza) per accudire ai pargoli, con un possibile reinserimento al momento che i suddetti son abili e arruolati per farsi da mangiar da soli e compagnia bella, vale a dire con un lavoro assolutamente senza grandi qualifiche né responsabilità. Va bene che in alcuni cantoni svizzeri le donne hanno diritto di voto da 30 anni (non è una battuta), ma come si fa a accettarlo senza dire e fare nulla? E soprattutto che Stato è uno Stato che si disinteressa a tal punto delle famiglie, delle donne, dei bambini?