2 febbraio 2011

Di corsa a Zurigo!!

Ovvero: Zürich su Case da abitare

Qualche giorno fa il mio fratellone mi ha portato un articolo su Zurigo pubblicato su Case da abitare (se vi interessa leggere per intero l'articolo il mese prossimo potrete sfogliar la rivista on line direttamente dal sito).

L'articolo dice cose che io ovviamente già conoscevo, macon quel pizzico di flair che ti fa esclamare (anche tra te e te, non importa come!!): ooooooooh! Ma che posto ficooooo!! Ad esempio vi si afferma: "Arte contemporanea, design e grande architettura firmata Calatrava, Foster e Le Corbusier. La prima città elvetica batte ogni record. Dall'efficienza, risaputa, alla qualità della vita. Non abbiamo dubbi: DI CORSA A ZURIGO".
Di articoli simili mi è già capitato di leggerne, in primis, ad esempio, su D di Repubblica. Dunque leggendo questo pezzi, ci si fa l'idea di una città (e quindi di un Svizzera) sempre al top, con una qualità della vita altissima, creatività e efficienza che vanno a braccetto offrendo al visitatore (e quindi, presumibilmente, al cittadino) standard di vita e cultura elevatissimi.
Del resto la Svizzera è famosa in tutto il mondo, oltre che per i soliti orologi, cioccolata e formaggi, per architettura  e design. Mi chiedo allora perché per chi vive qui l'esperienza sia così agli antipodi. Si ha quasi sempre l'impressione di viver in un luogo immobile, dove il tempo si è fermato, e parole quali tendenza, innovazione, avanguardia, ma anche cultura, non son certo quelle a cui pensa lo sprovveduto éxpat catapultato inisvvizzera!

I punti, almeno a mio parere, sono due: un marketing territoriale che spacca, ovvero una grandiosa capacità di vendersi, di creare un'immagine di sé estremamente positiva, minimizzando o addirittura cancellando difetti e pecche (che ci sono, eh, e son pure tante). Quella stessa capacità che manca di certo all'Italia, che con un patrimonio artistico e culturale tra i più ricchi del mondo, un clima mediamente ottimo, una cucina semplicemente divina e varia, un potenziale umano che la Svizzera, ma non solo, se lo sogna, regala all'esterno un'immagine di sé sempre in bilico tra il ridicolo e il grottesco. Questa stessa incapacità si riflette sugli abitanti a mio parere: se parli con uno Svizzero, un tedesco, un americano sembra sempre che faccian lavori grandiosi, abbian incredibili competenze in mille campi, sian sempre sul pezzo insomma; se poi li conosci meglio, o anche capisci semplicemente che lavoro davvero fanno, come vivono, cosa sanno,  il ridimensionamento è immediato e quasi brusco.

Ma non può esser solo una questione di immagine, in fondo. Io credo che davvero esista una doppia anima in questo Paese. Una sensibilità altissima e avanzata per l'estetica, il bello, il design da parte di una potente élite, e un diffuso disinteresse e ignoranza (non nel senso dispregiativo, ma di mancanza assoluta di conoscenza e sensibilità) da parte della maggioranza. Voglio dire che ci son incredibili costruzioni, vicino a case a dir poco orrende, giovani designer  anticonvenzionali e interessanti, a fianco a branchi di persone che vivono tutti allo stesso modo, seguendo le stesse regole, le stesse abitudini, vestendosi nello stesso modo, senza porsi domande, con pochi interessi. Ci son mostre interessanti, non quanto quelle italiane, (perché, ribadiamolo: quanto offre Milano in un fine settimana in Svizzera lo si vede forse in un anno), ma come al solito, pubblicizzate alla grande! Ma i musei non son mai pieni come da noi. Le persone escono pochino, non amano il teatro, le mostre, insomma mediamente son tutto tranne che intellettualmente curiosi. Non credo di essermi espressa al meglio, ma mi piacerebbe pensare se voi avete avuto un'impressone simile e cosa ne pensate.

10 commenti:

pinguino ha detto...

D'accordo mediamente su quasi tutto..unica cosa l'italia non è Milano e in provincia di gente che non va mai a una mostra etc. ne conosco tanta.
Direi che qui ho conosciuto gente che magari spende di meno per vestirsi e piu' per viaggiare e conoscere posti, non posso dire lo stesso del paese che ho lasciato..ma io vengo dalla provincia dove stimoli ce n'erano di meno!

sorelluce ha detto...

Certo, Pinguino, d'accordo su tutto. Ma infatti io in genere confronto Zurigo città a Milano città, perchè mi sembran realtà più simili tra loro. Le file per entrar nei musei qui non le vedi Mai (per qunato mi riguarda per fortuna, eh?? io odio le code! Però non è strano??)

cowdog ha detto...

sai che io questo stesso addormentamento culturale l'avevo trovato in germania (dove vivevo io)? ovviamente in svizzera e' piu' amplificato, pero' non dove vivevo io.
per dirti della mia esperienza tedesca: nel mio ambiente di lavoro in genere le persone hanno tutti gli stessi interessi, cioe' lettura, cinema, teatro, mostre. tant'e' che quando stavo a milano uscivo spesso con i colleghi per mostre etc. a d'dorf non c'era UN collega interessato a cio', NON UNO. una volta mi e' anche stato chiesto chi fosse oscar wilde, e ti parlo di dottorandi, non di capre al pascolo. pero' questo stesso deserto non mi e' capitato dove lavoravo a monaco.
ci sono microambienti ovunque si viva, e il caso ci catapulta nell'uno o nell'altro.

SELENA ha detto...

cultura, cos'è??? ecco, scusate, dalla spagna dico la mia. non che qui non ce l'abbiano, per caritá, ma non ho ancora conosciuto uno spagnolo che s'interessi per una mostra d'arte piuttosto che un bottellón. a mio parere tutti gli stati cercano di vendersi bene, e la spagna, vivendo di turismo, naturalmente punta tutto su questo, illudendo cosí non solo i turisti, che naturalmente trovano ció che cercano, ma anche coloro che qui vengono a viverci, e pensano che ci sia festa e caldo tutto l'anno, che gli spagnoli siano amabili e calorosi, che la vita sia rilassante e godereccia. ecco, la spagna é calda, d'estate...le spiagge buone, anche se ancora preferisco di gran lunga quelle croate. in quanto al cibo mi abituo, ma non che lo ami troppo. la gente? amabile con i clienti e turisti, ci viviamo di quello, giusto. con il resto c'è razzismo, maschilismo, e tanta perdizione burocratica. lavoro? stressante, orari pesanti, turni, no part-time, disoccupazione alta, ore extra da fare sempre, senza scelta, e paghe basse, almeno per le donne....ecco, ma questo non lo dicono, siamo rimasti all'informazione degli anni '90 quando c'è stato il boom economico e qui tutti s'arricchivano! e la cultura? certo, il museo del prado é come la mecca, ogni buon spagnolo ci deve andare almeno una volta nella vita, poi se gli chiedi che ha visto é un'altro discorso...di certo la meta sempreverde sará vacanza a mallorca, giro alla warner (parco divertimenti a madrid) e tapas!!!
e per i libri, beh...sapete quella battuta del "perché mi regali un libro che giá ne ho uno?". ecco, chissá perché io ce l'ho sempre in mente ogni volta che entro in casa di spagnoli e non trovo libri neanche come poggiatavoli!

sorelluce ha detto...

@Cowdog: parli di microambienti in cui si viene catapultati a caso. forse, in parte. Le grandi città in genere son sempre culturalmente più vivaci, son femomeni socio-culturali studiati (scusa la mia vena da geografa culturale..). Poi ci son gli ambiti: in genere, e dico in genere, un dottorando ha più interessi culturali di un assicuratore.. (poi io consoco un mare di gente che non ha studiato ed é intellettualmete molto curiosa e laureati morti in piedi) . Ma quello che mi chiedo io invece è come mai è così difficile trovar in una città come Zurigo. respirare quell'aria frizzantina che si respira a Monaco apunto, visto che ne avrebbe (a parte il numero di abitanti) tutti i presupposti. Mi chiedo se quel fenomeno di addormentamento culturale di cui si parla per una realtà ricca come il Veneto abbia qualcosa a che fare ad esempio con la realtà svizzera e perchè. Troppo arzigogolato??

Sorelluce. ha detto...

@Selena: mah, che la Spagna sia un posto culturalmente vivace non l'ho davvero mai sentito dire a esser proprio onesta (lasciam perder le pubblicità per turisti ovviamente!). Certo anche lì ci son località e località, microambiti ecc. Diciamo che forse ha avuto un buon decennio ( e lì io sarei stata curiosa di viverci un po') preceduto e seguito da gran periodacci... QUanto a spiagge, quali son le spiagge croate di cui parli? Quelle che ho visto io non mi hanno soddisfatta per nulla! Ma son sempre a caccia di buone dritte...

Sorelluce. ha detto...

@cowdog: sirry, ho scritto punteggiatura a casaggio e mi son incasinata..colpa delle sirene sfizzere che mi hanno reso isterico leopard (e dei miei neuroni avariati!!), ma questa è un'altra storia..

pinguino ha detto...

coda a zurigo..vista con i miei occhi domenica scorsa, il 31 gennaio chiudeva la mostra di picasso e c'era la coda fino alla fermata del tram
:-)

SELENA ha detto...

mi son fatta tutta l'istria, peró se vuoi spiagge buone, sempre se in 7 anni non son cambiate, punta su rovigno, campeggio polari, con una camminata allucinante e stupenda. o direttamente le isole krk e cherso, naturalmente sempre in campeggio, dove ci son le spiagge migliori, se nudiste meglio. ok, io facevo nudismo, l'ultimo anno, peró ne vale la pena, a cherso mi sarei persa le spiagge intatte e l'acqua piú pulita che c'era! comunque mio nonno era istriano, per cui le origini chiamano,jejeje! e poi che dire, evitavo sempre tutte le mete solo-per-italiani!

sorelluce ha detto...

Io son andata a Silba, un isola solo pedonale (dove non potevan entra nè passar macchine) molto carina, senza italiani (soprattutto austriaci e tedeschi). ma hai ragione: le spiagge normali eran così così, quella davvero bella era raggiungibile solo in barca (ci abbiam provato2giorni consecutivi a piedi, ma ci siam persi, un giorno con 6 ore dicammino..sti croati pigri non curan i sentieri!!). Poi isole lì intorno che però non mi son piaciute molto...