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6 aprile 2011

Cose da papà

Premessa: Mr Coppola è un bravo papà, attento, innamoratissimo di Leopard, più precisino e ansioso di me. 
Però...però è un maschio! Ora non voglio aprire una disputa, perché io son per la parità assoluta e di lui come papà mi fido ciecamente, ma ci son delle chicche che sciorina ogni giorno e che secondo me valgon la pena:

Esempio 1. Al parchetto.

Mr Coppola: Guarda, guarda cammina quasi da solo!!
Io: mh..non mi sembra, a dir il vero..
M.C.: Ma si guarda, è in equilibrio, sta sù da solo ti dico!
Io: no, attento, è completamente sbilanc...

PATAPUUUUM!!!!
E Leo si è trovato con un bel graffio e bernoccolazzo sulla fronte...

Esempio 2. In zona fasciatoio...


Ma nooooooooooooo, hai fatto ancora la cacca!!!

(Ora, non è che io saltelli dalla gioia all'idea di pulire il sederino della mia creatura, mai capirò quelli che sostengono che la pipì dei bimbi son le lacrime degli angeli o cose del genere, ma qualche volta dovrà pure evacuare sto ragazzino, non puoi ogni volta lamentarti che lui faccia i suoi bisogni)

Oppure: che dici glielo cambio il pannolino? Ha fatto solo la pipì!!

Ecco, sì, però è da 4 ore che non lo cambiano, stacci tu 4 ore nell'umidiccio della tua pipì! Va bene l'ecologia e il risparmio, ma povero Leopard!!

Esempio 3. Cugini e cugine (E questo secondo me è il più esemplificativo della mente maschile!)

Leopard, sei contento? È arrivato un nuovo cuginetto! (alla notizia della nascita del figlio di un'amica).
Perché, lo sai, no? i figli degli amici son cugini. Ma le figlie femmine, no, loro sono prede!

E con questo ho detto tutto!!!

31 marzo 2011

A.A.A. Cercasi disperatamente coach, tata, colf, trainer

Ovvero: di orzo, catastrofi e inadeguatezza materna

No, ecco, non so nemmeno come dirlo.. Lo giuro: mi vergogno!

Leopard ha appena sparso un'intera confezione di orzo (che non so come sia riuscito ad aprire) sul parquet della sala, parquet, come dire, datato, essendo questa una casa d'epoca, con fessure tanto grandi da contener un'infinità di chicchi, ma non abbastanza da infilarci le dita per pulirle; e non so se vi ricordate la TFF, ovvero la terribile Frau Fink, la padrona di casa che ha fatto fuggire tutte le madri con figli da questa palazzina (per non parlare delle liti e dei ricorsi con associazioni di inquilini e avvocati....).

Il punto è che appare talmente soddisfatto dalla cosa e divertito dal gioco che a me scappa anche da ridere...mentre ci sarebbe solo da piangere (come se il livello di entropia in casa non fosse già sufficientemente elevato e le cose da fare fossero poche..) : abbattetemi. O ditemi dove si trova il pulsante off nei pupi, soprattutto in quelli malati!



E, come se questo non fosse già un indizio più che sufficiente di come vanno le cose da queste parti, eccovi un'immagine della mia cucina:


Non è l'effetto di un terremoto, ma la cucina dopo il passaggio di Leopard.
E non è che noi (includo anche Mr Coppola) non ci proviamo, eh. Siam proprio, per quanto riguarda l'ordine e la gestione della casa (avanti con le battute, prego!) poco dotati. E con un pupo le cose si complicano. Se poi il pupo in questione è Leopard, adorabile 1N, per carità, ma piuttosto energetico (mettiamola così!) la situazion si fa davvero critica!

 E pensare che in tempi non sospetti avevo comprato questo, piena di buona volontà e belle speranze:


Cercasi supporto on line.

Grazie per la comprensione,
una mamma sull'orlo della crisi di nervi ;-)

25 marzo 2011

Partenza in salita

Se a scuola guida temevate le partenze in salita, se tuttora le odiate abbastanza, rincuoratevi: c'è di peggio.

Certe notti sono una serie infinita di risvegli, di veglie, e quando la palpebra ricade, lui - il Pupo malefico- si rianima  e via, si riparte con un nuovo giro di danza.

Arriva l'alba, 6.20 (ma come? Di già? A me sembra di esser appena andata a dormire!!).

Coff coff. No, la tosse (la sua) noooooo.

Ah, no, si riassopisce, menomale.

E invece no. Con un colpo di reni degno dei un tuffatore olimpionico si alza in piedi. 
Shhhhhhhh. Shhhhhhhhhh -tenti la via dell'ipnosi, della botta di culo, o della pietà- ma niente. È davvero davvero sveglio.

Te lo porti nel lettone. E lui comincia  a parlottare, a far la break dance nel letto, a darti buffetti (o cazzoti). 
Ok. It's latte time. Gli prepari una pera di latte che stenderebbe un cavallo, si riaddormenterà, no? In fondo pure lui non ha dormito molto.
No.
Ma prima ti prende in giro. Si finisce il latte in 6,5 secondi (ma come fa???) si rinfila il ciuccio in bocca e chiude gli occhi. 
Evvai.

E invece: Scherzetto!
 Comincia a usare la testata del letto come batteria, a canticchiare nonna nonna versione blues (guarda che ti ci lancio nel letto della nonna se continui così, poi vi chiudo a chiave in stanza e la butto di sotto!!!). Fai la voce più seria e autorevole che ti viene: Adesso basta Leopard!!! E lui con fare furbetto fa finta di mettersi in orizzontale, ti abbraccia  e ti si piazza con la sua faccia sulla tua. "Che cosa tenera un musino di bimbo e la sua pelle liscia  a contatto con la vostra (non così liscia a dir il vero, ma facciamo finta) " penserete voi! 
Seeeee, cranio contro cranio, ossa contro ossa, avete mai provato a dormire con la faccia di un altro sulla vostra? Ecco, non fatelo, a meno che non abbiate un'irrimediabile vena masochista! 
 Vi risparmio gli altri dettagli, le tirate di capelli, le dita negli occhi le testate alla parete... Si addormenta, finalmente, posso chiuder gli occh..ah, no, proprio oggi devo portarlo al nidoooooooo!!!!!

Allora, ancora paura delle partenze in salita?

21 marzo 2011

Chi ha paura della maestra crucca??

L'Altra settimana abbiam trascorso un teorico fine settimana rilassante in Allgäu, regione alpina al confine tra Germania e Austria. Avevo sottovalutato il fatto che:

a. Leopard come sempre non ha gradito il cambio di stato, aria, letto,  stanza e chi più ne ha più ne metta; si è pure preso la tosse, e dunque ci ha fatto passar 3 notte infernali!

b. il pupo non ha nemmen gradito il servizio di babysitteraggio gentilmente offerto dall'hotel, dunque ogni volta, dopo 20 minuti che lo avevam lasciato lì, ci chiamava la kinderbetreuerin di turno dicendo: il bimbo piange, si lagna, si è accorto che non c'è la mamma (mica ci vuol un genio del resto..), insomma: vieni a ripigliartelo!

c. se sei in albergo con una sola stanza ovviamente e il pupo che ha il sonno leggero più della principessa sul pisello, che fai alla sera??? Santo Mac!!

Vabbè, per farvela breve, il marito se l'è sciata un po', ma nemmeno troppo (anzi proprio pochino povero Mr. Coppola!), io manco per niente! E che vuoi far in montagna, quando ancora i sentieri son invasi dalla neve, se non sciare?? Una mazza! Nemmeno esisteva un paesino dove farsi una cioccolata - che poi, diciamocelo, la cioccolata è un'invenzione italiana, negli altri stati non la sanno fare!!!- Ricordatemelo sempre: mare o città, ripetetemelo come un mantra quando mi verrà in mente di farmi di nuovo 4 giorni in montagna! Qui ci è toccato bere birre su birre a partire dalle 11 del mattino, e la mia pancia ringrazia!

Comunque nel pacchetto eran compresi svariati corsi, e io con Leopard al seguito mi son decisa per il Babyplanschen; planschen vuol dire letteralmente sguazzare, in pratica un corso di acquaticità, bello, no? Soprattutto considerando la piscina con grande finestrata vista monti! Ma ovviamente non immaginavamo cosa ci aspettasse!!!

 A parte che nella bellissima piscina si eran scordati quella simpatica cosuccia chiamata riscaldamento, o quasi, ma ecco stagliasrsi fiera dinanzi a noi e altri sventurati bambinodotati, la maestra crucca di una certa età. Niente contro l'età, ma ci siam trovati davanti una di quelle SIGNORE SO TUTTO IO (e tu non hai diritto di ribattere) molto molto molto spartane, che inneggiavano alla vita rude, ai metodi educativi di una volta, maledicendo l'invenzione dell'acqua calda, delle terme, dei wellness e tutto ciò che di gradevole esista sulla terra! Si, perché quale maggior piacere di gettarsi nell'acqua gelida di prima mattina, obbligando a far lo stesso anche il tuo povero figlio1N che ti infila gli artigli nella carne urlando come un disperato??!!


Fatelo anche a casa, sosteneva entusiasta, due o tre volte al giorno!!! Prendete il pupo e splaff...immergetelo a forza nell'acqua fredda, e poi passatelo in quella tiepida (l'aggettivo caldo non fa parte del suo dizionario se non come sinonimo di maledetto, satanico, orrifico&co!!). Non avete due docce (ma va??), non importa: lanciatelo nel lavandino!!! E mi raccomando, ribadiva estasiata, ripetete questa tecnica (detta kneipen) almeno DUE o TRE VOLTE AL GIORNO!!!! Ma dico, nessuno secondo te ha di meglio da fare???
Il pupo piange, urla, si dimena?? Non importa! Continuate e sorridete felici urlando: BRAVO, EVVIVA, SUPER!!! 

Dunque, la lezione si svolgeva così: tu, infelice genitore, prendi il pupo e metti la tua testa e quella di tuo figlio sotto la doccia fredda (e non far solo finta, come faccio io puntualmente ogni volta che vado in piscina!!), ovviamente non dimenticarti di sorridere soddisfatto, che altrimenti il bimbo se ne avvede (secondo me se ne accorge da solo di quanto sia sadico questo giochetto!), poi di nuovo sotto l'acqua tiepida! 
Non contento, cammina in questa vasca piena di acqua gelata (ma gelata davvero, presente quando in un torrente in montagna l'acqua è così fredda che sembra che ti si stacchino le dita dei piedi??!!! ) e immergi tuo figlio ad ogni passo. Non cercare di velocizzar il tutto per abbreviar la tortura, altrimenti la maestra ti bacchetta come mollacciona viziabambini da strapazzo!!

Passiam poi in una vasca per nulla calda, anche se tu , dopo il passaggio nel torrente la trovi persino gradevole. Il pupo, lui no, mica è scemo, e piange, finché lei te lo strappa dalle braccia e lo fa volteggiare come un nastro da ginnastica ritmica! Infine la maestra malvolentieri ti fa entrare nella piscinetta calda, dove finalmente puoi rilassarti e benedire, di nascosto, si chiaro, l'invenzione di tutte queste moderne diavolerie che ci rammolliscono e goderti emozionata lo spettacolo di tuo figlio che nuota sott'acqua!  
 Mentre la maestra crucca, saltella su un piede solo battendosi un orecchio e dicendo: strano ho male a un orecchio! Volevo dirle, immergi la testa nell'acqua gelida, vedrai come ti passa!!!

16 marzo 2011

Celebrating little things

È un periodo un po' difficile per la sottoscritta a esser onesta (nonostante ci siano tante idee e alcuni nuovi progetti che mi frullano in testa come uno sfarfallio incessante a celebrare l'incipiente inizio della primavera), quindi a volte mi devo sforzare per fermarmi e concentrami sulle piccole cose che mi ridanno respiro, energia, possono cambiarmi la giornata  e farmi sorridere, comunque.


Respirare, guardarmi intorno e sorridere, creando una stanza interiore per le piccole gioie, dar loro spazio, proteggerle.
Accorgersi dei piccoli grandi progressi e continue scoperte di Leopard, che diventa grande così velocemente che ho paura di non riuscire a godermi tutto questo. E tutto l'amore che provo per lui, che cresce e cresce e a volte mi trovo a chiedermi dov'era tutta questa riserva di stupore e amore prima di incontrare i suoi occhi e il suo sorriso.


Imbattersi di colpo nei primi segni della primavera. Come i germogli spuntati nei vasi sul balcone, i bulbi piantati prima dell'inverno che ora, finalmente si palesano, come un regalo. O i fiori che sbocciano spontaneamente nei prati, o anche solo nelle aiuole, di colpo. E tu affannata, trafelata, stanca, ti giri. Li vedi. E sorridi, dentro. Perché la primavera è di nuovo qui, è la natura, lo sai, coi suoi cicli incessanti, ma a volte sembra un piccolo dono pensato apposta per te, per strapparti dai tuoi malumori (egocentrica!).




O un piccolo gesto, un piccolo riconoscimento che arriva a allietarti la giornata, e per questo voglio ringraziare Wanesia, expat italiana alla scoperta della bella Monaco, che mi ha conferito questo premio!


L'idea  nasce per sostenere i nuovi blog permettendo loro di avere maggiore visibilità nella  Rete.

Ci sono solo 3 regole da seguire:

1) Accettare il premio e scrivere un post nel proprio blog;
2) Scegliere dai 3 ai 5 blog che seguite e che siano nati da poco o abbiano meno di 100 lettori fissi e comunicare loro che hanno vinto;
3) Linkare il blog della persona che ve lo ha inviato.


Quindi passo a premiare:


Mamma190, mamma-architetto messicana, expat  (nonché creatrice di delizie che vi invito a scoprire) nella mia Milano.


Tre orme sulla sabbia, storia di un affido familiare.  Fa piangere, fa sorridere, toglie il fiato, senza retorica.


'notte, babbo. Lettere di un papà alla sua bambina. Intimo, ben scritto, tenero senza darlo a vedere.


Emigrante senza fissa dimora. Diario di una expat friulana in Spagna. È sincera fino a essere dura (ma in senso buono, eh!), non si nasconde dietro allo schermo, ma vi si svela.






8 marzo 2011

Colori a dita per i più piccoli

Ovvero: i colori a dita edibili! 

Non so se fate anche voi parte di quelle schiera di mamme (o papà, zie, baby sitter, nonne, madrine tutto anche declinabile al maschile, ovviamente) munite di bimbi piuttosto attivi e dunque sempre a caccia di nuove attività da far con loro! 

Io ero da un po' di tempo alla ricerca di colori a dita che potessero usar anche i più piccoli, ovvero che anche se ingeriti non facessero male, visto la indefessa abitudine dei bambini di cacciarsi tutto in bocca, come potete veder dalla foto!

Niente di più facile, vi occorrono solamente:

  • yogurt (io ho usato quello di soia, in questo modo son adatti anche per i bimbi intolleranti al latte o che come il mio hanno qualche problema con lo yogurt!)
  • coloranti alimentari
  • un pupattolo che vi aiuti a mescolare il tutto!
Ed ecco l'opera d'arte terminata (non so a voi, ma l'effetto trasparenza che con i normali colori a dita non viene a me piace parecchio!):


Per chi ha paura che tutta la casa venga battezzata con yogurt colorato, consiglio di piazzare l'artista sul suo scranno (ovvero il seggiolone) con un bel foglio grande e spesso sul tavolo! Il tutto si può fare anche con coloranti di origine naturale (utilizzando frutta, bucce di cipolle etc), le istruzioni a breve sempre qui, rigorosamente solo dopo averli testati.