Fuori il freddo non dà tregua, dentro fa fin troppo caldo considerando che Leopard ha 39 di febbre. A quanto pare salta il fine settimana milanese (soliti fortunelli!) e io, complice il clima, la stanchezza, un certo senso di oppressione e malinconia avrei tanta tanta voglia di andar lontano.
E allora ripenso ai viaggi zingari fai da te dall'altra parte del mondo, a quella libertà di partire senza programmare troppo che ora non possiam permetterci. E allora fatemi sognare e ricordare. Oggi è la Jamaica (febbraio 2008), se questo mood malinconico prosegue vi beccherete forse altri ricordi fotografici.
Bè le spiagge e il mare non hanno bisogno di presentazioni, son davvero paradisiaci. La mia preferita era quella di Winnifred Beach, pubblica, semideserta e battuta quasi solo da locali.
La Jamaica che abbiam scoperto (ripeto il nostro era un viaggio auto organizzato l'abbiam circumnavigata usando bus locali e taxi collettivi) mi ha gradevolmente sorpresa: io ero un po' prevenuta a esser sincera, ci son tantissimi luoghi comuni che la avvolgono, e in genere è il luogo dei pacchetti all inclusive per eccellenza, se ne dice che è un posto estremamente pericoloso, ma Kingston (la capitale) a parte, non è così. Noi non abbiam mai avuto problemi, anzi. E i locali (soprattutto nelle zone meno battute) son gentili, socievoli, forse il primo giorno sei controllato a vista e tentan di venderti qualcosa (ma molto molto meno di quanto succeda in Asia o anche a Cuba), ma dopo che hanno imparato a riconoscerti (bastan poche ore) ti prendon sotto la loro ala protettiva- e non ci vuol molto, parlo di villaggi piccolissimi, con poche strutture ricettive e zero alberghi. Noi abbiam imparato il gioco nazionale, il domino, che abbiam praticato con loro in serate molto casalinghe. Abbiam fatto un autentico pranzo Ital offerto da Highcliffe, un vero rasta (esemplari rari, ad esser onesti, molti son ad uso e consumo dei turisti, poi li vedi ubriacarsi come spugne - cosa non contemplata dalla filosofia rasta, anzi- e per loro l'uso della ganja ha poco a veder con la spiritualità). Abbiamo conosciuto molto di più sulla cultura Rastafari e su Bob e la famiglia Marley, ovviamente vere celebrità locali, ma poco ascoltati al di là dei villaggi vacanze. E ovviamente ci siam goduti una natura dirompente e mozzafiato, dal mare alle cascate nell'entroterra, ai parchi naturali. Ma soprattutto ci siam avvicinati all'anima di un Paese, con una storia e una cultura veramente affascinanti.
Pelican Bar, in mezzo al mare. Ci si arriva solo in barca.
Vero pranzo Ital, ovvero la cucina rasta, naturista e ipersalutare, oltre che buona!
Da notare: please do not smoke ganja!
Forse non tutti sanno che fumare è vietato, tranne in specifiche occasioni, come ad esempio nell'annuale concerto organizzato dalla famiglia Marley.
Avrei da raccontare davvero tanto e mi perderei volentieri nei ricordi, ma non credo che sia il caso. Rimango però a disposizione per dritte, suggerimenti se qualcuno volesse mai andarci e avventurarsi nella Jamaica autentica con un viaggio fai da te.